VINCENZO CATALANO

PersonalTrainer - Mental Coach

CHI SONO

Ho iniziato a praticare sport in maniera “piu’ o meno” seria e costante nel 1987, a 17 anni.
Ci sono state varie cause scatenanti nella decisione di praticare uno sport che potesse prima di tutto  plasmare il mio carattere(in partenza non avevo velleità agonistiche), ovvero quello di un diciassettenne un po’ sovrappeso, che non si applicava molto nello studio e che in realtà non veniva spronato a dovere nella pratica sportiva; vista come una “perdita di tempo” da una famiglia lucana di vecchio stampo che per il primogenito sognava una carriera professionale diametralmente opposta a quella sportiva.
Nel corso degli anni però, prima con la maratona e poi con il triathlon e l’ultra triathlon, mi accorgevo di riuscire in imprese dai più giudicate “impossibili”.
Ero io stesso consapevole di non avere doti fisiche e atletiche fuori dal comune, ma riuscivo a portare a termine gare di durata interminabile(in primis maratone e iron man, successivamente 24 ore di nuoto e corsa, per arrivare ai 14 giorni consecutivi del deca iron man o delle spedizioni nel Sinai e Himalaya) attraverso una buona concentrazione e ad una determinazione quasi incrollabile.
La formazione nei tre anni di arruolamento, come Ufficiale dei Paracadutisti della Folgore, ha fatto il resto.
Nel 2006 ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con il CNR di Pisa, Istituto di Fisiologia Clinica, in uno studio sulle modifiche fisiologiche del mio corpo sottoposto a sforzi iperbolici e prolungati in condizioni estreme (deserto Sinai, Everest, camera iperbarica).
Il protocollo di studio durò tre anni, al termine dei quali, il responso fu quasi banale; almeno per me.
Ovvero: le mie doti fisico atletiche e i miei parametri  fisiologici erano al di sotto di quelli di un atleta di scarso livello.
Ciò che invece apparve “particolare” fu la mia attività cerebrale durante il sonno, la capacità di concentrazione, una determinazione incrollabile ed una predisposizione al pensiero positivo ed all’ottimismo.
Tutti fattori che mi permettevano di compiere imprese sportive di un certo livello e di trasferire queste mie “doti” anche nell’attività professionale e nella vita sociale e relazionale.

 

 

coaching

Concepisco il mental coaching come l'unione di tanti punti che porta alla visualizzazione di una figura nota.

Questa figura può essere la raffigurazione della personalità( la persona)  plasmata con il coaching.

Alcuni punti sono ben visibili a chi riceve il coaching, altri magari sono dietro la sua testa e non riesce a vederli.

 

Il coach è colui che da diversa prospettiva riesce ad individuare questi punti e ad unirli.

Si raggiunge consapevolezza dei propri mezzi e dei propri punti di forza attraverso un dialogo costruttivo che cerca di carpire dalla persona quali sono I punti deboli sui quali migliorare.

Tra il coach e la persona si deve instaurare un rapporto fiduciario a 360 gradi basato su reciproca stima e condivisione.

Il mio metodo prevede la cura per i dettagli: dall'alimentazione all'allenamento, passando per lo stile di vita adottato e il rispetto di alcune regole di base. 

Il coaching ci aiuta a scrivere  sempre e comunque un capitolo

della nostra vita che non sarà mai l’ultimo, perché con il coaching

non conta ciò che è successo ieri  ma ciò che faremo per domani.

 

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